Giampiero Calzolari: le imprese, una leva importante per la promozione del territorio

Giampiero Calzolari: le imprese, una leva importante per la promozione del territorio

Itervista esclusiva al Presidente di Bologna Congressi, imprenditore attento allo sviluppo della propria città

OTTOBRE 2016 Bologna
Giampiero Calzolari: le imprese, una leva importante per la promozione del territorio

Centralità, accoglienza e cultura, queste alcune delle caratteristiche della città di Bologna messe in evidenza in questa intervista da Giampiero Calzolari, Presidente di Bologna Congressi e del Gruppo Granarolo.  Da questa chiacchirata viene fuori il ritratto di un imprenditore che pur lavorando a contatto con tutto il Mondo resta sempre molto legato al proprio territorio.  

1) Presidente, ci può parlare, da imprenditore del territorio di  Bologna da un punto di vista economico?

Bologna è una città meno nota al pubblico straniero rispetto a Milano, Roma o Napoli che però ha un vissuto importante e ricco di esperienze di successo e che in Italia ha un'alta percezione rispetto alla qualità della vita. Da un punto di vista economico, la città si basa soprattutto sulla medio/piccola impresa; a Bologna infatti sono presenti pochi grandi gruppi industriali ma, in compenso qui sono nate moltissime eccellenze, vanto del Made in Italy in tutto il Mondo. Per diversi fattori l’impresa è molto trasversale,  non c’è un vero e proprio distretto produttivo come invece in molte altre realtà ma alcuni settori la fanno da padrone; parlo del distretto della meccanica di precisione piuttosto che dell’industria agroalimentare. È questo il caso di Granarolo, oggi il più grande gruppo lattiero caseario a capitale italiano, che non a caso nasce a Bologna da un’esperienza cooperativa, caratteristica importante dell’economia di questa città, che in sessant’anni di storia ha saputo allargare i propri orizzonti imprenditoriali e di mercato e quindi da azienda tipicamente locale in alcuni decenni ha maturato una dimensione prima regionale poi nazionale e da qualche anno internazionale. Questo successo è dovuto anche al "modello emiliano”  di cui si parla ormai tanto che noi portiamo orgogliosamente in tutto il mondo, fatto di relazioni tra le persone oltre che di business.

2) Cosa pensa di Bologna come destinazione per eventi business?

Bologna è una realtà particolare con una sua oggettiva centralità sia rispetto alla regione Emilia Romagna ma soprattutto rispetto all’Italia e che oggi, grazie al rafforzamento dei collegamenti logistici, parlo dell’aeroporto che sta funzionando molto bene e dell’alta velocità, ha notevolmente ridotto spazi e distanze dal resto del paese e direi del Mondo. Consideriamo inoltre che a Bologna tutto è nel raggio di pochi chilometri: a pochi minuti dagli spazi dedicati a congressi e a fiere si ha a disposizione il più grande centro medievale d’Europa con una cucina assolutamente adeguata e variegata e un’offerta culturale di tutto rispetto. Bologna città metropolitana, pertanto, già punto di riferimento per alcuni settori, credo che con gli investimenti adeguati, lo sarà sempre più per il MICE.

3) Presidente, accennava poco fa ad alcuni investimenti, ce ne può parlare in maniera più approfondita?

Bisognerebbe innanzitutto completare la rete di collegamenti cittadini, parlo di mobilità, che oggi deve essere rapida e facilmente intellegibile perché quando si va in una città che non si conosce in pochi minuti bisogna sapere come muoversi e oggi a Bologna, a mio parere c’è ancora un po’ di confusione. Poi, per quanto riguarda la Fiera e il Palazzo dei Congressi, occorre ragionare su un restauro del quartiere che comprenda anche l’ingresso e i parcheggi con un progetto ambizioso e di qualità come merita Bologna che ha pur sempre la seconda Fiera per importanza a livello Nazionale. Si tratta di investimenti importanti ma comunque alla portata di questa città. 

4) Pensa che il turismo business sia una leva importante per la promozione della città?

Bologna non è mai stata una meta propriamente turistica ma negli ultimi anni, grazie all’aumento dei voli low cost e dell’offerta culturale e anche grazie all’attività promozionale svolta dall’università, penso in particolare al programma Erasmus, ha visto un aumento dei visitatori italiani e stranieri. L’offerta turistica di Bologna storicamente si completa con il turismo business (fiere a congressi), attività che, se ben valorizzata, può portare un indotto cospicuo per il territorio. Importante e strategico, affinché avvenga ciò, la collaborazione con il neonato Convention and Visitors Bureau cittadino. Dobbiamo imparare a vendere Bologna come un pacchetto unico dove ognuno possa trovare una risposta alla propria esigenza. La chiave perchè ciò avvenga è fare sistema affinché questa città venga raccontata e proposta nel modo giusto.  Credo che in questo Bologna Welcome stia facendo davvero un buon lavoro!

5) Le aziende come possono contribuire per la valorizzazione di Bologna?

Le aziende bolognesi che sono presenti sia sui mercati nazionali ma soprattutto internazionali hanno il dovere di raccontare questa città! Si parla tanto di storytelling e credo che in quest’ottica sia essenziale dare risalto al luogo di provenienza di un prodotto, alle persone che lavorano in un’azienda e alle tradizioni culturali del territorio. Granarolo, ad esempio,  partecipa a 18 fiere internazionali in cui si parla naturalmente di latte, yogurt e formaggio ma in cui si racconta anche il paese e la zona d’origine dell’azienda che è appunto Bologna.  In termini di investimenti poi, sono dell’opinione che un’azienda debba restituire qualcosa al territorio di insediamento innanzitutto in termini di rispetto alle normative e alla sostenibilità ambientale poi finanziando alcune iniziative della città.