Bologna e i suoi teatri

Bologna e i suoi teatri

Intervista a Filippo Vernassa Direttore Artistico di EuropaAuditorium e Il Celebrazioni

30 GENNAIO 2017 BOLOGNA
Bologna e i suoi teatri

Un posto di rilievo nella scena culturale bolognese è occupato dal mondo del teatro o meglio dai teatri che si trovano in città. Tra questi l'EuropaAuditorium si trova all'interno del polo congressuale cittadino e, oltre ad essere il teatro più grande dell'Emilia Romagna, rappresenta uno dei pochi esempi di architettura moderna dedicata alle manifestazioni teatrali e musicali di qualità.

Oggi parliamo con Filippo Vernassa che oltre ad essere Direttore Artistico del Teatro EuropAuditorium e del rinato Teatro Il Celebrazioni, dal 2011 fa parte della cordata di imprenditori teatrali che riportò alla riapertura dello storico Teatro Duse, del quale è attualmente socio.


1) Filippo Vernassa, cos’è per lei il teatro?


Il teatro è uno dei più grandi mezzi di comunicazione esistente. Amo molto la citazione di Shakespeare che lo definisce uno specchio della realtà. Il teatro racconta, esprime, sottende, lascia immaginare i fatti che riguardano la nostra esistenza e i momenti che caratterizzano la nostra vita; il teatro è evasione, riflessione e a volte struggimento ma rimane il miglior modo per entrare in empatia con le altre persone, nel teatro attori e pubblico sono insieme in uno spazio senza tempo.

2) In base a quali pensieri sceglie gli spettacoli da inserire in cartellone?


Le imprese teatrali che ho il privilegio di dirigere partono sempre dall’importanza della centralità del pubblico, dando voce a un desiderio o a un’aspettativa che lo spettatore ricerca in una serata a teatro: nel racconto di una pièce, nelle note di un concerto, nella sensualità dei movimenti in uno spettacolo di danza.
Parlo sempre di “impresa teatrale” e l’aspetto economico di un teatro privato è un punto fondamentale della gestione poiché le sue dinamiche sono profondamente legate al mercato. Sicuramente quando si seleziona uno spettacolo da inserire nella programmazione bisogna considerare anche l’aspetto economico, ma ciò non significa che questo vada a discapito della sua qualità artistica. Abbiamo una grande responsabilità nei confronti dello spettatore, del territorio sul quale operiamo ma anche una responsabilità imprenditoriale verso l’azienda ed i suoi collaboratori che quotidianamente lavorano al meglio. È un gioco di equilibri, una ricerca continua che rende questo lavoro dinamico e vivace. Come le dicevo è quasi sempre il pubblico a guidarci nelle scelte artistiche. La stagione artistica in corso è fondamentale per poter definire ciò che la prossima racconterà agli spettatori. In questo lavoro è molto importante essere in mezzo alla gente, non perdere di vista i fatti che accadono intorno a noi, l’attualità in tutti i suoi aspetti e le diverse correnti culturali.

3) In che cosa differiscono le programmazioni del Teatro Il Celebrazioni, da lei ristrutturato e riaperto nel novembre 2015, e del Teatro EuropAuditorium di cui è a capo dal 2002?


Le due realtà, entrambe private, sono sensibili alla vita e alla crescita artistica bolognese. Se la loro struttura moderna le rende simili, è la loro vocazione artistica a renderle differenti: il Teatro EuropAuditorium si ispira al Teatro Sistina di Roma e da sempre ha l’attitudine ad ospitare grandi eventi nazionali ed internazionali, con le sue 1.400 poltrone, essendo il teatro più grande dell’Emilia-Romagna. Concerti di artisti come Fiorella Mannoia, Paolo Conte, Francesco Guccini, Mario Biondi e Chick Chorea, eventi come il tour degli STOMP, grandi Musical come Romeo e Giulietta di David Zard, CATS, Priscilla- La Regina del deserto, I Promessi Sposi, Grease e Il Principe Abusivo con Alessandro Siani e Christian De Sica, show man come Arturo Brachetti, Enrico Brignano, Gigi Proietti e grandi appuntamenti con la danza internazionale come quelli con Roberto Bolle, Eleonora Abbagnato, i Momix e il Balletto di Mosca “La Classique”. Il Teatro Il Celebrazioni da sempre è uno spazio che racconta la contemporaneità in tutte le sue forme artistiche dalla prosa (Claudio Bisio in Father and Son ha inaugurato la riapertura del nuovo Teatro ll Celebrazioni 2.0 nel 2015, e poi ancora Calendar Girls con Anna Finocchiaro e Laura Curino e tanti altri tra cui Due con Raoul Bova e Chiara Francini e Mi piaci perché sei così con Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta) alla danza (eVolution dance theater, Kataklò, Parsons Dance Company e il Balletto di Roma sono solo alcuni esempi delle compagnie ospitate dal Celebrazioni), dalla satira e dalla comicità (Paolo Rossi, Lillo&Grag, Giuseppe Giacobazzi etc.) alla musica (Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Tiromancino, Carmen Consoli etc.).

4) Come, lei i suoi soci, vi siete avvicinati al progetto della riapertura del Teatro Il Celebrazioni?


Eravamo informati sulle drammatiche sorti del Celebrazioni non solo da quello che usciva sulla stampa ma direttamente dalla proprietà del Teatro, la Fondazione Casa Lyda Borelli, e siccome la nostra prima avventura, che avevamo intrapreso creando una cordata con altri imprenditori teatrali, aveva riportato sulla scena cittadina e nazionale lo storico Teatro Duse, io e i miei soci abbiamo pensato di consolidare l’esperienza fatta affrontando una nuova sfida artistico- imprenditoriale, che sta portando già i suoi frutti, quella di restituire a Bologna e alla regione Emilia-Romagna Il Teatro Celebrazioni.

5) Qual è la cosa che la rende più felice nel suo lavoro?


Vivo questa professione, che ho imparato da mio padre Alberto scomparso prematuramente nel 2002, con grande senso di responsabilità, con la passione necessaria per affrontare ogni giorno le sfide che ci vengono incontro e con un sorriso per non cadere nell’insostenibile pesantezza del prendersi troppo sul serio. Poi c è la dinamicità del lavoro stesso, nulla nel mondo dello spettacolo del vivo è statico ma tutto è in continuo divenire, e poi, come mi disse Rosario Fiorello, una sera in camerino alla fine di un suo spettacolo, “facciamo il più bel lavoro del mondo, perché regaliamo emozioni alle persone”.